Chi è Vivide
Vivide nasce diverse lune fa, a Bellagio vicino Como. Ha studiato a Parigi e a NewYork e nella sua avventurosa vita ha avuto il tempo di collaborare per le più prestigiose riviste di moda Italiane ed Internazionali.
Nel 2003 ha sconvolto il mondo del blog con “Baghdad”.
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lunedì, dicembre 22, 2008

Cara Vivide,
mi togli una curiosità?
Sabato scorso ero a Berlino e ho visitato il Kunsthaus Tacheles, questo
collettivo di artisti in odore di sgombero nella turistica Mitte.
Visitando lo studio di uno scultore tedesco non ho potuto non notare sul
suo avambraccio (ancora sodo per un uomo che ha di sicuro superato i 60)
un tatuaggio assai grazioso: un serpente che morde la natica di un
puttino. Sul serpente ho distinto la scritta "Vivide 68".
Possibile che quella Vivide... Ti prego, non mi lasciare nel dubbio!
Buone feste,
Alessandra

Cara Alessandra, ci fu un tempo in cui "quel collettivo" era semplicemente il primo Grande Magazzino della città. Nessuno dirà che pecco di presunzione se dico, che lì proprio in questo periodo, sul finire degli anni 60, organizzai una prima mostra per celebrare l'incontro tra l'arte, il pop e il severo regime della DDR. A quei tempi il mio gesto fu assai criticato da ogni parte; lo credevo ormai dimenticato e tuttavia quel tatuaggio mi fa comprendere come su qualcuno abbia lasciato un segno indelebile.
P.S. Oggi tuttavia condivido la scelta di smantellare quel luogo e suggerisco il laser a quella "persona" che a di stanza di 40 si ritrova ancora quel tatuaggio.

Kisses Vivì | 17:11 | commenti |

cara Signora Vivide.
di quali fiori saranno composti i suoi centrotavola nei giorni di festa?
 con affetto e stima
 flora '76

Cara flora, personalmente utilizzerò dei fiori secchi a simboleggiare l'inesorabile passare del tempo, dei rami di biancospino a rappresentare l'abbondanza che si cela dietro "qualche spina" e delle foglie dorate a mostrare l'inganno della vanità.
Colgo l'occasione per augurale uno splendido Natale e un felice anno nuovo.

Kisses Vivì | 16:50 | commenti |
lunedì, novembre 03, 2008

Cara Vivide pare che una delle ultime cose scritte da Nietzsche, ormai sull’orlo di una follia dovuta a una vicinanza eccessiva con la Verità sia stato“Ho dimenticato l’ombrello”. È un po’ il paradosso di vuol vedere oltre, di chi vuole superare i confini imposti all’uomo, di chi, come Odisseo, cerca di superare le Colonne d’Ercole del sapere. Ma secondo te, per vedere aldilà del mio naso dovrò necessariamente bagnarmi?
Talete Dell’Acqua.

Caro Talete, sono anni che auspico il ritorno a agli ombrellini trasparenti così di moda negli anni ’60. Certo, talvolta le immagini sono leggermente deformate dal sottile velo di plastica e le decorazioni a topini, fiorellini e coniglietti rischiano di confonderti le idee. E tuttavia, con un po’ d’intuito e un pizzico di fortuna, oltre la coltre di nubi, in certe occasioni è possibile scorgere il cielo stellato sopra di te.

Kisses Vivì | 16:32 | commenti |
mercoledì, ottobre 08, 2008

Cara Vivide tutta la rete ne parla. Pare che il 14 ottobre di quest'anno, riceveremo la tanto attesa visita degli extraterrestri. Personalmente la cosa mi rende molto felice: ero stanca del solito tran tran e francamente spero che questi alieni portino una ventata di novità nella mia vita. Ti scrivo perché nell'ottica di un "incontro ravvicinato" mi piacerebbe indossare qualcosa di appropriato. Ti prego Vivide, aiutami tu. Non vorrei fare una figuraccia intergalattica.
Donna.

Cara Donna, il dress code è piuttosto semplice e come sempre vale il principio per cui bisogna agire "cum grano salis". Per l'occasione bisognerà indossare degli abiti piuttosto attillati che rivelino senza ombra di dubbio le nostre "forme umane". A tal proposito le suggerico anche un total look monocromatico, tale da creare un effetto "tutina" che non confonda le idee ai nostri amici. Se proprio desidera "osare", li consiglio di puntare tutto solo su i capelli. Un'acconciatura originale e stravagante farà sì che i suoi nuovi "amici" non commettano degli errori di identità, tipici di chi, approcciandosi a una razza sconosciuta, ha l'impressione di avere davanti individui tutti uguali.

Kisses Vivì | 13:48 | commenti (4) |
mercoledì, settembre 10, 2008

Cara Vivide, dove sei stata di bello in vacanza?
Thomas

Caro Thomas, avrei dovuto trascorrere qualche giorno di vacanza nella bella Losanna, purtroppo
complice la mia narcolessia e un problema di comprensione con il mio segretario, mi sono ritrovata a Los Angeles. Ho compreso l'errore in tempo, per degli "affari" che oggi devo sbrigare a Ginevra.
Sarò a Milano nei prossimi giorni.

Kisses Vivì | 09:56 | commenti |
martedì, settembre 09, 2008

Gentilissima Vivide,
 
la interpello per una questione morale ed etica che ultimamente mi lascia perplessa.
Ho recentemente letto l'autobiografia di Isabel Allende "La somma dei giorni" (non le nascondo che, dietro la Misteriosa Dama Italiana, presunta amante del compianto Salvador, mi è sembrato di riconoscere una nota altolocata di Bellagio...) e sono rimasta folgorata dal capitolo nel che la scrittrice narra della sua esperienza con il fungo peyote.
A parte gli spiacevoli effetti collaterali quali vomito e diarrea, la nota scrittrice racconta del "viaggio astrale" durante il quale le si sono rivelati i segreti dell'universo.

Ora, nonostante io sia una donna di una certa età, sono rimasta estremamente affascinata da questo racconto, che si spinge sulle rive dell'imponderabile.

Lei ha mai sperimentato negli anni '60 tali sostanze?
E se sì, me le consiglia?

con immutata devozione
Liala '69


Cara Liala 69, alla domanda che lei mi pone, la correttezza che mi sono imposta su questo spazio non mi consente di mentire. Sì, ho provato il peyote. Accadde molto tempo fa, durante un viaggio in Messico sul finire dei miei studi universitari. Allora ero affascinata dalla cultura Maya e avevo accettato di partecipare a degli scavi presso il sito di Kohunlich. Fu lì che conobbi Mark, un giovane archeologo del Wisconsin dall’aspetto prestante di un Matteo Bordone. Lo ricordo ancora, con gli occhiali spessi, i suoi capelli arruffati, l’inseparabile borsello e quello strano accento che anni dopo ritrovai nel film Fargo. Poi, una notte, mentre attorno al fuoco si concentravano le risa degli indigeni e un vociare che alternava spagnolo, italiano, inglese e svedese, Mark prima m’invito a fare una passeggiata e poi, lontana da tutti m’inizio a quello strano cactus. Pensando che si trattasse di un ingrediente per il guacamole, lo assaggiai senza indugio. I miei ricordi a quel punto si confondono. Ancora oggi immagini di sacrifici umani e di piramidi del colore del sangue, mi tormentano nelle caldi notte d’estate. Mi ritrovai, il mattino dopo sul punto più alto del tempio delle maschere. La nebbia di quel mattino avvolgerà per sempre anche i miei ricordi. Mark sparì quel giorno stesso. Io ritornai in Francia, e conclusi il corso di studi, specializzandomi in lingua e cultura etrusca.
Sinceramente non mi sento di consigliarle un’esperienza del genere, cara Liala. D’altronde ciò che dicono di “quella pianta” è che sia essa a incontrare te.

Kisses Vivì | 14:25 | commenti (3) |

Gentilissima Vivide,
 
la interpello per una questione morale ed etica che ultimamente mi lascia perplessa.
Ho recentemente letto l'autobiografia di Isabel Allende "La somma dei giorni" (non le nascondo che, dietro la Misteriosa Dama Italiana, presunta amante del compianto Salvador, mi è sembrato di riconoscere una nota altolocata di Bellagio...) e sono rimasta folgorata dal capitolo nel che la scrittrice narra della sua esperienza con il fungo peyote.
A parte gli spiacevoli effetti collaterali quali vomito e diarrea, la nota scrittrice racconta del "viaggio astrale" durante il quale le si sono rivelati i segreti dell'universo.

Ora, nonostante io sia una donna di una certa età, sono rimasta estremamente affascinata da questo racconto, che si spinge sulle rive dell'imponderabile.

Lei ha mai sperimentato negli anni '60 tali sostanze?
E se sì, me le consiglia?

con immutata devozione
Liala '69


Cara Liala 69, alla domanda che lei mi pone, la correttezza che mi sono imposta su questo spazio non mi consente di mentire. Sì, ho provato il peyote. Accadde molto tempo fa, durante un viaggio in Messico sul finire dei miei studi universitari. Allora ero affascinata dalla cultura Maya e avevo accettato di partecipare a degli scavi presso il sito di Kohunlich. Fu lì che conobbi Mark, un giovane archeologo del Wisconsin dall’aspetto prestante di un Matteo Bordone. Lo ricordo ancora, con gli occhiali spessi, i suoi capelli arruffati, l’inseparabile borsello e quello strano accento che anni dopo ritrovai nel film Fargo. Poi, una notte, mentre attorno al fuoco si concentravano le risa degli indigeni e un vociare che alternava spagnolo, italiano, inglese e svedese, Mark prima m’invito a fare una passeggiata e poi, lontana da tutti m’inizio a quello strano cactus. Pensando che si trattasse di un ingrediente per il guacamole, lo assaggiai senza indugio. I miei ricordi a quel punto si confondono. Ancora oggi immagini di sacrifici umani e di piramidi del colore del sangue, mi tormentano nelle caldi notte d’estate. Mi ritrovai, il mattino dopo sul punto più alto del tempio delle maschere. La nebbia di quel mattino avvolgerà per sempre anche i miei ricordi. Mark sparì quel giorno stesso. Io ritornai in Francia, e conclusi il corso di studi, specializzandomi in lingua e cultura etrusca.
Sinceramente non mi sento di consigliarle un’esperienza del genere, cara Liala. D’altronde ciò che dicono di “quella pianta” è che sia essa a incontrare te.

Kisses Vivì | 14:23 | commenti |
venerdì, settembre 05, 2008

cara signora vivide,
che significato ha farsi fotografare davanti all'aereo prima di imbarcarsi ed affrontare un volo?
linate, 02 08 2008

Caro Linate 02 08 2008, davvero non saprei cosa risponderle. Sono molti i fattori che lei non specifica. Dove sta andando? è un volo di routine, o l'inizio (o anche la fine) di una vacanza programmata per una meta esotica? L'aereo appartiene a lei o una compagnia aerea che sta andando allo scatafascio?
In generale forse lei però, caro Linate con quella foto vuole "significare" che in ogni volta il "punto di arrivo" sta nel viaggio che stiamo per intraprendere e non nel luogo che effettivamente raggiungeremo. Ogni istante è prezioso, Ogni momento merita di essere ricordato con una foto.

Kisses Vivì | 11:58 | commenti (1) |
mercoledì, luglio 23, 2008

Cara Vivide, pensavamo che ormai ci saremmo avviati tranquillamente verso l'estate e invece la tua dichiarazione su Repubblica Affari e Finanza in merito all'IPhone, ha sconvolto contemporaneamente il mondo economico e il mondo della moda. Forse perché in fondo si parla sempre di "borse".
Sola 24h.

Cara Sola 24h, mi sono semplicemente a dire ciò che tra poco sarà sotto gli occhi di tutti: l'Iphone è un falso segnale di stile. Ho solo voluto mettere in guardia le persone da una "catastrofe" pari sola a quella  dei jeans Emporio Armani.

Kisses Vivì | 09:44 | commenti (2) |
lunedì, luglio 21, 2008

Ciao Vivide,
ma tu cosa ne pensi dei gay maschi che rivolgono fra di loro al femminile?
Curioso 53

Caro Curioso 53 ho idea che ogni società abbia i propri codici linguistici. Nelle aule dei tribunali, magistrati e avvocati utilizzeranno la loro terminologia burocratica, mentre in prossimità di un porto, gli addetti al carico e allo scarico delle merci, avranno un proprio linguaggio fatto di metafore e parole "colorite".
L'importante è "comprendere" quando si è  "fuori dal proprio contesto" e quando è necessario utilizzare un linguaggio fruibile per tutti.
Non si può pensare che tutti capiscano il nostro modo di esprimerci e che lo ritengano sempre e a priori "favoloso".

Kisses Vivì | 11:24 | commenti (1) |